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PROGETTO PILOTA REALIZZATO NEL COMUNE DI RODENGO SAIANO (BS) Progetto di sensibilizzazione al processo educativo attraverso lo sport Educazione e Sport: Io e gli Altri insieme in armonia lo stile di vita per la città del terzo millennio Premessa Qualità della vita e stile di comportamento del cittadino. Gli studi di settore indicano un forte cambiamento negli stili di vita degli italiani. Sociologi famosi come il prof. Francesco Alberoni, tracciano chiaramente i bisogni dei giovani cittadini delle città italiane del terzo millennio e cito, a riguardo e per chiarezza espositiva l’articolo del 12 maggio 2008 pubblicato dall’autore sul Corriere della Sera Mode, modelli e idoli dell'Internazionale giovanile La società pacifica fatica a imbrigliare l'energia dei ragazzi di Francesco Alberoni I giovani di entrambi i sessi sono sempre stati creativi, irrequieti, ribelli, perché è loro compito cambiare, creare il nuovo. I giovani maschi, in particolare, sono sempre stati violenti, si sono sempre divertiti a lottare fra di loro e a formare bande. Le ragazze hanno sempre dato più importanza alla bellezza e all'amore. Ogni volta la società ha cercato di imbrigliare e di indirizzare la loro energia verso uno scopo collettivo. La nostra società democratica e pacifica fa più fatica perché si è verificata una frattura molto forte fra generazioni. A 11, 12 anni i ragazzi e le ragazze entrano in quella che ho chiamato l'internazionale giovanile, una società a se stante, con proprie mode, propri modelli, propri idoli, con un sistema di comunicazione — email, blog su Internet, sms con un linguaggio in codice — da cui gli adulti sono esclusi. Arrivati a 16, 18, escono la notte, vanno in discoteca, bevono e prendono droghe. Alcuni passano il tempo davanti ai videogiochi, non studiano e non lavorano. Le famiglie contano molto sugli affetti, sull'amore reciproco, ma sono in difficoltà. Arriviamo così al problema essenziale. La nostra società sta per affrontare gravissime sfide economiche e di integrazione sociale in un mondo globalizzato e competitivo. Cosa fare per stimolare, far esprimere l'energia e la creatività giovanile impedendo però che diventi forza distruttiva, dissipazione, ma si incanali verso una meta costruttiva? Non abbiamo a disposizione che la scuola. Ma le nostre sono ancora le vecchie scuole progettate per l'insegnamento in aula mezza giornata. Oggi avremmo bisogno di college diurni in cui i ragazzi entrano alle 8 del mattino ed escono alle 7 di sera. Una scuola dove oltre allo studio tradizionale fanno ginnastica, sport, teatro, cinema, musica, e dove imparano anche attività artigianali di cui la società ha un assoluto bisogno come, per esempio, l'elettricista, l'idraulico, il falegname, il cuoco, il giardiniere, per cui escono avendo già un mestiere. Una scuola che richiede insegnanti preparati, motivati, pagati bene, che credono nel loro compito educativo e a cui sono stati restituiti l'autorevolezza e il potere necessari. Certo, si tratta di un impegno — anche economico — colossale, che non può essere realizzato in un istante. Ma se non ci si mette su questa strada avremo delle famiglie sempre più in difficoltà, dei giovani sbandati e gravi problemi di sviluppo economico. La proposta dell’Associazione Ki Life L’associazione Ki Life concorda sull’analisi del prof. Francesco Alberoni, e propone un concreto e attuabile intervento educativo calibrato territorio per territorio, in collaborazione con le istituzioni locali. L’associazione Ki Life riconosce alle istituzioni ed alla pubblica amministrazione la scelta delle priorità d’intervento e suggerisce alla comunità di impiegare tutte le energie e risorse disponibili per elaborare e realizzare i programmi che permettono lo sviluppo dell’uomo e la sua piena realizzazione, in un percorso armonico e di mutuo benessere. Analisi dei bisogni: Attraverso incontri mirati, nelle città del terzo millennio, con i seguenti soggetti: ogli Amministratori pubblici del Comune oi Dirigenti Scolastici e gli insegnanti della scuola oi Presidenti delle associazioni dei Genitori oi Presidenti delle Associazioni Sportive dilettantistiche e gli insegnanti tecnici dello sport oi comitati cittadini ed i loro rappresentati Dalle parole ai fatti attraverso. - seminari di sensibilizzazione dei protagonisti della città del terzo millennio - corsi di formazione per dotare le città di un adeguato numero di Educatori Sociali dello Sport - programmi educativi sviluppati nelle scuole, nelle palestre e negli oratori, ovvero in ogni luogo deputato alla crescita fisica, morale e intellettuale dell’individuo Programma dei seminari di sensibilizzazione dei protagonisti della città del terzo millennio Destinatari: - Dirigenti sportivi e Insegnanti tecnici dello sport - Dirigenti scolastici e insegnanti della scuola - Genitori Obiettivo: - Sensibilizzare i partecipanti sulle criticità del processo educativo - Diffondere tra i partecipanti i principi dello stile di vita Jitakyoei “Io e gli Altri insieme in armonia attraverso il comportamento del miglior impiego dell’energia fisica e spirituale e delle risorse per crescere e progredire tutti insieme” - Presentare il metodo educativo Jitakyoei e i percorsi formativi per diventare Educatori Sociali dello Sport - Presentazione del progetto Jitakyoei a Scuola |